Poesia in perle


Poesie in perle...

Perchè la poesia non è solo una noia mortale, soprattutto se presa in piccole dosi

 

 

Emily Dickinson, poetessa americana, negli ultimi venti anni di vita comunicò con gli altri solo tramite l’utilizzo di biglietti, o colloquiando tramite una stanza e un’altra, schermata dalle pareti.

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James Russell Lowell, poeta americano, scrisse di Edgar Allan Poe “è per tre quinti genio, per due quinti ciarpame”.

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Verlaine, pazzo di gelosia, sparò a Rimbaud, ferendolo.

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Coleridge, poeta romantico inglese, faceva regolare uso di oppio.

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Antonia Pozzi, poetessa italiana, morì suicida a 26 anni, a causa di un amore impossibile col suo professore universitario e di una forte crisi religiosa.

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Il termine “romantic” fu usato inizialmente nel ‘600 per designare, con connotazione negativa, gli elementi fantastici ed incredibili derivanti dal romanzo cavalleresco.

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Nerone, quinto imperatore romano, praticava tutte le arti, tra cui la poesia. Organizzò anche un concorso annuale di poesia che chiamò, in suo onore, Neronia.

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Umberto Saba, poeta italiano, considerava la poesia come un percorso dell’anima. Per questo non escluse nessuna poesia dalla sua produzione, nemmeno quelle a suo parere mal riuscite.

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Wordsworth, poeta romantico inglese, considerava fondamentale la memoria, con la quale era possibile connettere diversi ricordi e darsi alla creazione poetica.

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I vincitori italiani del Premio Nobel della letteratura sono sei: Carducci, Deledda, Montale, Quasimodo, Pirandello, Fo. La maggior parte di loro erano poeti.

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Mina Loy, poetessa americana, scandalizzò l’America con un poemetto che trattava celatamente il tema del rapporto sessuale.

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Il primo testo americano, “The New England Primer”, era un abbecedario che sfruttava la rima per insegnare ai bambini a leggere e scrivere e allo stesso tempo per trasmettere ad essi i rigidi precetti puritani.

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Marianne Moore, poetessa americana, andava alle sue letture poetica con un cappello tricorno, un mantello, una grossa spilla e scarpe a punta di vernice nera.

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Il concetto di “correlativo oggettivo” usato dall’italiano Montale fu per la prima volta usato da T. S. Eliot, poeta americano da lui molto apprezzato.

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Le avanguardie del ‘900, i così detti “-ismi” (futurismo, surrealismo, …) erano movimenti iconoclasti che avevano per fine l’innovazione e la distruzione delle regole precedentemente diffuse.

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Pascoli, traumatizzato dalle molte morti dei familiari, guardò sempre al sesso con un timore quasi adolescenziale.

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Goethe, poeta tedesco, scrisse Elegie Romane grazie all’ispirazione dovuta a un suo viaggio in Italia.

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Ezra Pound chiese a Hilda Doolittle, che fu per qualche tempo sua compagna, di non firmarsi col suo nome ma con la sigla H. D., poiché egli considerava il cognome Doolittle fin troppo prosaico.

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Federico Garcìa Lorca, poeta spagnolo, morì durante la guerra civile spagnola, nel ’36.

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Pablo Neruda, poeta cileno, visse molti anni in Italia

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Il Labirintismo non è solo una corrente artistico-letteraria, ma è un modo di concepire la vita attraverso l’arte. Dato che l’uomo moderno si è inevitabilmente arroccato nel proprio labirinto interiore, impastoiato dal male di vivere, l'arte deve porsi come mezzo conoscitivo e terapeutico per far uscire l’io dal labirinto. (Prof. Massimiliano Badiali)

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Il poeta Nanni Balestrini, nel lontano 1961, realizzò con Tape Mark I le prime poesie elaborate grazie ad un calcolatore elettronico IBM, programmato con un algoritmo che produceva-ricombinava plurime sequenze di versi.

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Un uovo di struzzo di cinquecento anni, su cui un ignoto poeta ha arabo ha inscritto una poesia, è stato ritrovato nel porto di Quseir, sul Mar Rosso egiziano.  La poesia piange la perdita di un ragazzo (apparentemente molto ricco) descrivendo il tragitto delle anime dalla morte alla vita.

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Invictus (termine latino per “sconfitto”), poesia scritta dal poeta inglese William Ernest Henley, è citata nell’omonimo film di Clint Eastwood e ha ispirato il testo della sempre omonima canzone del gruppo metal Virgin Steele

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Un Coup de Dés Jamais N'Abolira Le Hasard del poeta simbolista francese Mallarmé è da molti critici considerato il progenitore del libro d’artista, insieme a Zang Tumb Tumb di Marinetti.

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La poesia è nata prima della scrittura:le prime forme di poesia erano orali, come l'antichissimo canto a batocco dei contadini e i racconti dei cantastorie.

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Il poema Giovanna d'Arco, scritto dalla poetessa Maria Luisa Spaziani, è stato portato a teatro, in un adattamento poetico-visionario in frammenti, dal regista Fabrizio Crisafulli (Jeannette, 2002).

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Pregxo sub la verda standardo ("preghiera sotto la bandiera verde") è il titolo di una nota poesia in lingua esperanto  composta dall'iniziatore della lingua, Ludwik Lejzer Zamenhof, nel 1905, in occasione del primo Congresso Universale di Esperanto che si svolse in Francia.

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Un personaggio dei romanzo It di Stephen King, da ragazzino, scrive su una cartolina un haiku per conquistare la ragazzina di cui è innamorato, il cui testo è: Brace d'Inverno/ I capelli tuoi/ Dove il mio cuore brucia.

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La raccolta I fiori del male di Baudelaire fu sequestrata a pochi mesi dall’uscita, nel 1857, con l'accusa di pubblicazione turpe e oltraggiosa. L'esito del processo porterà alla censura di sei poesie, successivamente pubblicate a parte a Bruxelles col titolo I relitti.

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L'Aeropoesia è un genere poetico inventato e promosso da Filippo Tommaso Marinetti a partire dagli anni Venti, che prevede l'abolizione della punteggiatura e, parzialmente, della sintassi, un uso parossistico dell'analogia e dei neologismi.

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Il poeta turco Nazim Hikmet viene citato nei film Le fate ignoranti del regista Ferzan Ozpetek, con Margherita Buy e Stefano Accorsi, e Hamam-Il Bagno turco con Alessandro Gassman, del medesimo regista.

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Amico stimato di Pier Paolo Pasolini, il poeta Giorgio Caproni nel 1975 prese parte al suo ultimo film Salò o le 120 giornate di Sodoma doppiando l'attore non professionista Giorgio Cataldi nel ruolo dello spietato, apatico e lunatico Monsignore.

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La canzone di Roberto Vecchioni "Blu(e) notte" dall'album Samarcanda parla, pur senza nominarlo, del poeta perugino Sandro Penna, citando i suoi versi: “Ma il fanciullo che avanti a te cammina”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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