figlidiforesta


EFFETTO FARFALLA: POESIE E INTERVISTE DELLE VINCITRICI DEL CONCORSO "FIGLI DI FORESTA"

VIR-US POESIA, in collaborazione con il forum VERSINVENA, ha creato il blog EFFETTO FARFALLA che ha a cuore la terra e il suo benessere. 

E' nato un concorso, FIGLI DI FORESTA, che richiedeva ai partecipanti un piccolo contributo economico che ci permettesse, a fine concorso, di salvare un pezzo di foresta tramite l'associazione FORESTE PER SEMPRE

 

Come previsto dal bando, le poesie saranno presto raccolte in un e-book, la cui copertina sarà la foto giudicata migliore dalla giuria. 

Ai primi tre classificati, spetta la messa in evidenza della loro poesia e una intervista su questo sito. 

Ed ecco, dunque, le poesie delle tre finaliste, che meritano pienamente questo spazio nonché l'attenzione di tutti i VIR-USsiani. 

 

 

 

 

 

 

 

Prima classificata: MIRELLA CRAPANZANO con Figli della Terra

 

Figli della terra

allungarsi. è il corpo radice 

che sfiora l’alto, che ha fine 

dentro pozze profonde 

occhi d’acqua intimo calarsi 

del seme quando scortica 

la terra, ci matura al mare.

 

natura esplosa dentro bocche 

di leone, abitata da creature selva 

iniziata all’erba, ai fiordalisi 

rivelata a chi del tempo 

valica i confini, senza differenza 

di noi, le vite 

arrivate fino a sera. di quelle appena.

 

parlare con il canto 

senza parole, fitto di suoni 

attraversati dalla marea, l’appassire 

del fiore, le dita 

che scrivono pioggia 

allagano la gola 

serrano margini 

ai fogli dell’infanzia

 

un rumore compiaciuto alla bellezza 

il vento che sfiora campanule 

che solleva la polvere sopra ogni cosa 

per non dimenticare, forse 

che siamo tutti figli della stessa terra

 

INTERVISTA:

La prima classificata è Mirella Crapanzano, anche lei non nuova al sito VIR-US POESIA (fu l'ultima vincitrice del concorso poem of the week). E' un piacere incontrarla nuovamente, al primo posto di questo concorso che il sito ha organizzato con il forum VERSINVENA.

La motivazione della giuria, che le ha assegnato il primo posto, è la seguente: Il testo è parte di una comunione con la terra che non si sviluppa solo a parole, ma entra in un corpo che ne soffre o ne gode, riuscendo in ogni caso sempre a trasmettere questa condivisione al lettore, attraverso un ritmo a tratti avvolgente.

Intervistiamo la prima classificata del concorso:

1. Ciao Mirella! Raccontaci un po' il tuo rapporto con la poesia.

 La poesia è una voce che schiarisce l'anima, che a volte fa sobbalzare e altre ti costringe a svelare tutto quello che non vorresti dire. Ha una sua ragione d'essere e mi sembra di averne soltanto una vaga percezione,  posso solo ascoltare e inseguirne il suono, la bellezza., qualche volta farla mia.

2.  La tua poesia, "Figli della terra", come è nata? 

Alla base ci sono delle motivazioni ideologiche che nascono dall'amore che è impegno, responsabilità, attenzione. in questo caso  la protezione della natura, che è poi difesa della vita in tutte le sue molteplici forme e la nostra, umana,  è solo una di queste e nemmeno la più importante alla sopravvivenza del pianeta.

Nella poesia la compenetrazione tra uomo e natura è tale che non si avverte più il distacco: mi sembrava giusto dover colmare la distanza che nel tempo l'uomo ha compiuto da se stesso.

 

3. La tua poesia ha una conclusione ambigua. Quel "forse" racchiude in sé molti non detti. Ce ne sveli qualcuno?

Mi fa piacere che l'hai notata, nel "forse" ci sono, è vero,  rimpianti e desideri, provenienze, speranze, dubbi... ma non credo spetti a me svelarli del tutto.

4. Parlaci un po' di te: cosa fai nella vita? Quali sono i tuoi progetti?

Ho scelto una vita che mi costringesse ad uscire dalle mie abitudini quotidiane, che ponesse l'accento sulle cose vere, le amicizie, l'impegno verso gli altri, la natura, le cose da realizzare e ce ne sono così tante! 

La mia principale attività è la pittura, poi ci sono altre forme d'arte che coltivo come il teatro, ogni tanto collaboro con delle compagnie. Ho sempre tanti progetti, mi piacerebbe realizzare uno spettacolo teatrale multimediale,  sto scrivendo la scenografia, poi fare delle mostre dei miei quadri, scrivere tanto ancora, ottenere dei bellissimi colori vegetali dalle mie piantine, per tingere in maniera naturale eccetera.

 

5. So che la tua creatività non si riduce solo allo scrivere poesie. Che legame c'è tra le tue varie attività? Quale prediligi?

 Il legame tra tutte le cose che faccio è senza dubbio la passione: è il motore che colora le mie giornate, poi  la ricerca del bello, l'armonia  sempre all'insegna del divertimento però e ancora lo scambio, il confronto con gli altri, per avere altre idee, per goderne gli sviluppi, per vedere la metamorfosi delle cose.

Prediligo sempre ciò che mi permette di capire gli altri attraverso le cose che faccio e quindi me stessa e non è mai l'una o l'altra cosa ad avere la preminenza, dipende solo dall'ispirazione o dal tempo, quest'ultimo sto imparando a dilatarlo, allungandolo come un elastico per farci stare tutto, ma questo è un altro discorso.
 
Grazie!
 
Grazie a te Federica
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

Seconda classificata: CHIARA CATANESE con Siamo natura

Siamo natura 

 

Ritornerò, 

 

resterà qualcosa, 

nella natura; 

 

la pace verde 

quando si distende 

per i pendii 

 

un soffio di luce, 

il mormorio dei ruscelli 

sarà la mia parola. 

 

E l'onda e il magma 

al centro della terra, 

con sillabe di quercia 

grideranno al cielo 

“Natura”, 

la loro voce sarà la mia, 

come lo è sempre stata, 

 

e poi la vostra, 

come già ora, 

 

e non lo sapete. 

 
 
INTERVISTA:
 
La seconda classificata è Chiara Catanese, la più giovane poetessa sul nostro podio. 
 
La motivazione della giuria, che ha deciso di assegnarle il secondo posto è la seguente:  L’autore sfugge alle costrizioni materiali, psicologiche e ideologiche della voce del poeta, così com’è tradizionalmente concepita, che porterebbero a immaginare la propria voce sempre come “portavoce” di qualcun altro – della Natura, in questo caso – ed è per questo prezioso scarto che, in conclusione di un testo ben giocato su immagini e suoni, la chiusa stupisce, e nel senso positivo del loro.
 
Sentiamo cosa ha da dirci: 
 
1. Ciao Chiara! Raccontaci un po' il tuo rapporto con la poesia.
 
Ciao Federica! Dunque, ho iniziato a dilettarmi nella scrittura dei versi all'età di 14 anni. Sono una di quelle persone che ha sempre amato scrivere, fin da bambina, sentendolo come una vocazione. Prima di allora, però,scrivevo più che altro prosa: piccoli racconti, articoli di giornale, pensieri. Ricordo di aver scritto qualcosa di simile ad un testo di canzone, a tema mare, che forse si avvicinava di più ai versi per quanto riguarda il lato tecnico, o meglio formale (della forma). Sul finire dei miei 13 anni sono approdata ad un sito di scrittura per ragazzi che si chiamava IoScrivo, e lì ho iniziato ad avvicinarmi ad altri generi, come le fan-fiction e appunto la poesia. Sono passati 10 anni da allora! Nel corso di questo tempo per fortuna qualche progresso l'ho fatto, sennò, beh, sarebbe preoccupante :D E di questo devo ringraziare soprattutto un luogo come Versinvena, che mi ha aiutato e mi aiuta moltissimo. Poco a poco ho compreso quanto sia importante anche il lato tecnico, in poesia, il lavoro di limare, limare, limare, e studiare. L'ispirazione da sola non basta, anche questo è l'ossatura della poesia, è imprescindibile. 
Prima però ti raccontavo più di dati oggettivi...a che età ho iniziato, dove...Ma per parlare del mio rapporto con la poesia devo dire (pure) che è qualcosa che si rivela di continuo a me stessa, e ciò è appassionante.  Poesia per me è un po' come la verità più autentica che pervade la vita, e a noi si rivela in certi momenti, con certe intuizioni, o quando ci si fa strada dentro l'ispirazione per scrivere dei versi... Non è solo un libro o un genere della produzione umana alla voce "scrittura". E' un sentire. E forse è una sfaccettatura di una certa intuizione, che è bello avere...da un po' mi piace particolarmente pensare all'arte in genere come un altro mezzo di conoscenza della realtà, che anzichè alla ragione fa appello all'intuizione, al cuore potremmo dire, qualcosa di apparentato alla spiritualità, oltre che come voce del sè più profondo...probabilmente è persino il mezzo più importante.
 
2. La tua poesia, "Siamo natura", come è nata? 
 
"Siamo natura" è venuta alla luce quando l'ha voluto lei, come al solito ahahah XD Da un po' di tempo cercavo ispirazione per scrivere qualcosa per questo concorso, a cui tenevo molto partecipare, sono fiera di averlo fatto e non sai quanto sia felice di rispondere a queste domande. D'un tratto l'ispirazione è arrivata, e credo sia nata da un vago sentimento in me, forse un misto di malinconia e di speranza, insieme ad un sentire che non so ben definire in poche parole...e che rappresenti la somma di un insieme di suggestioni che da tempo si agitano in me. Appena buttati giù i primi versi, e per molto tempo, credevo non andasse bene, però non mi è venuto in mente di meglio, un po' per il non molto tempo a disposizione, un po' per l'ispirazione non a mille , così l'ho ripresa e l'ultima strofa l'ho aggiunta poco
prima di inviarla. Mi ha sempre affascinato moltissimo l'idea (che, pensateci, non è solo un'idea, ma ciò che vediamo, no?) di sentirsi parte del tutto, armonicamente, figli della Terra...supportata da suggestioni che vanno da La pioggia nel pineto di D'Annunzio (forse addirittura la mia poesia preferita in assoluto, per la sua musicalità e appunto questo senso di comunione con la natura) a  Pirandello, che è uno dei miei autori preferiti, con il motivo del lanternino... A scuola mi ha colpito molto questo concetto, che la nostra coscienza è come un lanternino, che invece gli alberi, ad esempio, non hanno (ma questo non significa che siano inferiori). Quando moriamo, forse diventiamo un po' come gli alberi, ma restiamo a far parte del tutto...sono temi indicibilmente affascinanti che è impossibile esaurire in poche parole e questa può essere solo una delle chiavi di lettura di Siamo natura... 
Inoltre, mi dico spesso, l'atteggiamento più giusto è quello di sentirsi ospiti su questa Terra. L'uomo può costruire grattacieli vertiginosi, strumenti sempre più ipertecnologici, ma è sempre vulnerabile nei confronti della natura e credo lo sarà sempre, perchè la sua potenza non si può eguagliare. Nei miei spostamenti mi colpisce sempre vedere quelle zone vuote, di passaggio. (guardate con occhio umano) Le città appaiono ciò che sono, insediamenti umani, agglomerati, rifugi, costruzioni artificiali, parentesi in mezzo al dominio della natura, parti inserite in un tutto...cose che essa può spazzare via in un secondo. Gli oceani, i deserti, i ghiacciai, le foreste esistono sulla Terra che all'uomo piaccia o no, e non li può cancellare dalla sua esperienza. Essi lo costringono a farsi domande, a mettersi in discussione e credo che a monte per questo egli vorrebbe cancellarli o piegarli ai suoi fini dove può, non solo per trarne profitto. E' comprensibile, a pensare l'immensità che ci circonda in questa Terra e poi nell'universo, viene la vertigine...Ma l'uomo vero sa fare i conti con la vertigine. E sa trovare il proprio posto nel mondo da persona matura e ragionevole e non da tiranno.
3. La tua poesia colpisce non solo per il tuo sentirti completamente parte di un tutto pià grande, ma anche per il tuo non sentirti assolutamente superiore a nessuna altra voce della natura, umana o non. La poesia è un dono innato in ognuno di noi?
 
Grazie mille! :) In effetti, di sicuro c'è questo nei versi: un richiamo all'imprescindibile importanza del fatto che noi  condividiamo questo mondo con le altre forme di vita. La poesia è un dono innato o no...La domanda da un milione di dollari! XD Come dicevo poco fa, scusa se riprendo di nuovo le stesse parole, credo che poesia sia per prima cosa un sentire. Forse è la voce stessa della vita, che noi captiamo e comprendiamo quando riusciamo a sintonizzarci con essa. Per alcuni probabilmente questo sentire è un dono innato. Forse però esso può anche essere sviluppato, almeno un poco, magari se fin da piccoli viene insegnata l'empatia e l'ascolto. Mi chiedi se sia un dono innato in ognuno di noi, io rileggendo la tua domanda non posso fare a meno di pensare che non dobbiamo, nonostante tutto, smettere di pensare che la poesia sia parte dell'uomo, altrimenti l'uomo è definitivamente perso, dietro il denaro e il potere, e tutti gli inutili annessi e connessi. Quindi: forse sì, è un dono innato, ma anche se lo fosse dobbiamo agire facendo appello al senso della poesia in tutti. Le mie risposte non sono lapidarie, perchè amo riflettere insieme al mio interlocutore :) Per quanto riguarda lo scrivere versi, potremmo dire che è un'inclinazione, come c'è chi ha l'inclinazione per recitare, ballare o cantare. In tutte queste cose serve pure grandissimo lavoro, e anche in poesia. E' un dono che va coltivato.
 
4. Parlaci un po' di te: cosa fai nella vita? Quali sono i tuoi progetti?
 
Nella vita io sogno, ascolto musica, scrivo, leggo, studio, cado e mi rialzo. Studio filosofia all'università, un'immensa passione definitivamente scoppiata al liceo. Il paradiso per me che sono sempre stata curiosa verso tutto e amo conoscere e riflettere senza barriere. Adoro la filosofia in toto, con una predilezione per estetica (che tratta dell'arte e del bello), bioetica e filosofia delle religioni. Un'altra mia grandissima passione, fin da bambina, è quella per la musica, anche se purtroppo ancora non pratico nulla, pur amando da sempre cantare. Mi occupo di musica per dei portali online, scrivendo recensioni e news, dando spazio così anche alla mia vena giornalistica. Amo promuovere la buona musica per quanto è nelle mie possibilità, e documentarmi su di essa. Amo soprattutto il rock anni '70 (io avrei dovuto esserci in quegli anni, non si discute!), la new wave, ma tutto ciò che è buona musica...con una particolare predilezione per David Bowie e Peter Murphy, e per l'italiana De Andrè, Battiato, Morgan. Adoro l'arte in tutte le sue forme. Le mie passioni, e le emozioni, sono la linfa della mia vita e cerco di coltivarle: scrivo, e a breve un mio racconto uscirà nella raccolta 365 racconti sulla fine del mondo della Delos. Ho sempre adorato il mare e nuotare, mi sento una sirena!:D Se volete sapere di più di ciò che scrivo, potete visitare il mio sito: http://chiaracatanese.weebly.com E questo è un progetto di scrittura che ancora devo far decollare, se volete aiutatemi a spargere la voce! :) http://ritrattinversi.weebly.com I miei progetti in genere? Dedicarmi a ciò che amo sempre più profondamente e migliorarmi sempre, in tutto.
 
5. Quali sono i temi ricorrenti nelle tue poesie, quelli che secondo te ti rendono riconoscibile?
 
Uhm, mi succede sempre una cosa curiosa con i versi, ma che forse così strana non è: essi si mostrano a me stessa come fossi anch'io un'estranea, come se non li avessi scritti io, e sono un punto di partenza per "analizzarmi". Leda Moncalieri, un'amica di Versinvena, autrice che io ammiro tanto, ha detto una volta che la vertigine è una delle componenti della mia poetica. E sono d'accordo, pure poco fa l'ho nominata! Francesca Coppola, salda e ottima colonna di Versinvena, nelle sue note a Metamorphosis, la prima raccolta cartacea del forum a cui è un onore per me aver partecipato, ha parlato delle "scalate filosofiche" come del mio forte, (non per niente il mio nick sul forum è Diotima!) e di certi "risvolti malinconici". Spero vada bene se parlo con parole non mie, ma è tutto vero! Per scoprire il resto, leggetele ;)
 
Grazie!
 
Grazie di cuore ancora una volta a te Federica e a voi tutti, dalle promotrici alla giuria, agli altri partecipanti, per questa meravigliosa e preziosa esperienza e opportunità...spero di non avervi annoiato e di non essere stata troppo prolissa come mio solito!! :D
 

 

 

 

 

Terza classificata: FIORELLA D'ERRICO con Alla fine delle piogge, nell'odore

 

Alla fine delle piogge, nell’odore 

 

Alla fine delle piogge, nell'odore

sembra sorta una foresta primigenia: 

l’uragano il tifone la frana 

che passino il confine verso il sole, 

oltre muri silenzi e case, le nostre 

poche cose. 

 

Non ancora è stanca la natura 

non è stanca, lei – aspettiamo 

noi milioni noi fango noi occhi 

spiando compressi dietro i vetri 

le mosse da un blocco di cartone 

a reggere il convulso delle mani 

 

aspettiamo, fermi come prima 

lungo il mare la pineta devastata 

la potabile acqua inacidita, 

il fiore il seme le radici, l’esser vivi 

questione di fortuna 

 

Poco a poco la morte dai tramonti 

si fa largo con i corpi sotto il fiume 

 

in un sonno ostinato, senza fine

si rivelano i volti dalle bocche 

come schiere di pesche ormai mature. 

 
 
INTERVISTA:
 
La terza classificata del concorso è Fiorella D'Errico, non nuova al sito VIR-US POESIA (fu vincitrice di poem of the week la seconda settimana, quando il progetto era ancora quasi in fasce).
 
La motivazione della giuria, che ha deciso di assegnarle il terzo posto è la seguente: Una grande energia verbale che procede per sintagmi ben scanditi, eppure armoniosamente collegati tra di loro, a mostrare come “l’esser vivi” sia “questione di fortuna”, se anche davanti al sorgere di una “foresta primigenia” l’attitudine comune, al quale il poeta non si sottrae, pur soffrendone, è quella di aspettare “fermi come prima”. Un monito.
 
Come previsto dal bando, sentiamo cosa ha da raccontarci: 
 
1.  Ciao Fiorella! Raccontaci un po' il tuo rapporto con la poesia. 
 
Amo la Poesia da giovanissima e ho sempre letto e scritto molto, ma solo negli ultimi anni compongo versi con costanza. 
Scrivere è per me disciplina: il controllo del tono e del linguaggio, della misura del verso. Me ne deriva un senso della poesia che quasi definirei “etico”, nella ricerca della parola che si vorrebbe definitiva e, parallelamente, aperta all’interpretazione di chi la legge e la vive dentro di sé.
 
2. La tua poesia, "Alla fine delle piogge, nell'odore", come è nata? 
 
Ho sempre sentito poco interesse riguardo allo scrivere per un "tema assegnato" e/o con un palese intento di denuncia; eppure, in questo caso, "Alla fine delle piogge, nell'odore" è nata di getto e vi ho apportato pochissime correzioni nella revisione finale prima dell'invio. Evidentemente avevo già dentro di me ciò che ho scritto e questo concorso mi ha dato un'ottima opportunità di esprimerlo.
 
 
3. La tua poesia mi ha colpito molto perché sento un'inquietudine che non impedisce il potersi sentire "fortunati". Questo sentirti fortunata fa parte della tua natura o è un proposito?
 
Il potermi sentire fortunata è un desiderio e un auspicio per il 2012! A parte gli scherzi, devo dire che quel verso spezzato "l'esser vivi/questione di fortuna" ha in sé un messaggio provocatorio e sarcastico contro l'Umanità tutta (compresa me stessa) che fa molto poco per mantenere sano e longevo il suo habitat e si affida da millenni alla sorte per la propria sopravvivenza.
 
4. C'è qualche autore che hai particolarmente a cuore, senza il quale oggi non saresti la stessa o non scriveresti allo stesso modo? 
 
 Mi è difficile individuare una lista di "preferiti", perché amo la buona e la eccelsa poesia di ogni luogo e di ogni tempo, e quando ne leggo mi sento sempre fortemente influenzata. Tuttavia, a scuola sono stati i grandi della nostra letteratura otto-novecentesca a formare il mio gusto; e più tardi, fra i moderni e  contemporanei, ho sentito una consonanza profonda con Anedda, Carpi, Campo, Fortini, Mesa, Cappello, Tomada. Mi rendo conto, però, ancora una volta, che tendo a dare una risposta "onnicomprensiva", non so essere più specifica, ma leggo davvero tanto, e molto di quel che leggo - se di qualità - mi lascia il segno.
 
5. Quanto sono collegate le tue poesie alla natura?
 
La Natura è sempre presente nella mia ispirazione e spesso nelle mie poesie ci sono metafore che la richiamano. A volte, l'incipit di un verso trae nasce proprio da un fatto di Natura. E poi, per me, è Natura anche la natura umana, che sempre investigo con il mio scrivere.
 
Grazie!
 
Grazie a te.

 

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